Inverno 17

Progetto d’Istituto “E.Fermi” -  Macerata

In questi giorni parlando del Progetto d’Istituto con alcune colleghe è emersa un’immagine molto suggestiva che vorrei condividere con Voi….

Il Mondo è differente a seconda degli occhi che lo osservano, perché l’osservazione porta con sé anche il vissuto, la consapevolezza, le credenze o le speranze di chi lo guarda
 (che sia una persona anzi ana, un adulto o un bambino).

       

 

Per sviluppare questo progetto vorrei partire da un’immagine semplice…

La casa

“La casa è sempre simbolo dell’intimità distesa. Radicamento, riposo, sosta.”

È raccoglimento, accoglienza, prossimità, gentilezza, cura, opportunità…

Essere a CASA, tornare a CASA, sentirsi a CASA sono tutte espressioni che indicano quanto la CASA rappresenti un profondo senso di agio personale e di ben-essere con sé e con l’esterno.

La CASA è il luogo che meglio rappresenta se stessi, la CASA è sicurezza, ma è anche spazio vitale, da vivere soli, in famiglia, a scuola, e quindi spazio da imparare a condividere con qualcun altro.

 

Noi dobbiamo raccoglierci per guardare e osservare dalla finestra il mondo per orientarci al vivere…

Se la casa è un centro, il nucleo (…) allora il mondo diviene condizione della sua esistenza; noi lo possiamo osservare dalla finestra…

La casa ha fondamenta e finestre: le fondamenta e lo scantinato la legano a terra, mentre le finestre e il sottotetto al cielo. La casa unisce la terra e il cielo.

La CASA-SCUOLA è una finestra spalancata sull’infinito.

Apriamo la finestra… Quale orizzonte, panorama, scenario vedremo?

Uno scenario che, sicuramente, non si lascia ammirare ma interpella, chiede…

La scuola è una CASA-UMANA dalle cui finestre lo sguardo incontra l’altro. Lo scopo dell’educazione è quello di trasformare gli specchi in finestre; ci sono mani che aprono finestre e mani che sono finestre.

Che la scuola sia per tutti una finestra sul mondo!

 

Premessa:

Una persona SI PRENDE CURA di qualcuno o di qualcosa quando ne riconosce il valore intrinseco, l’importanza per se stessi e per l’umanità. E’ necessario quindi AMARE ciò che si vuole salvaguardare. Per amare il mondo (nello specifico l’oggetto del nostro amore) bisogna CONOSCERLO. Per imparare a conoscerlo bisogna VIVERLO in diversi momenti, spazi, occasioni. Quanto più i bambini sono piccoli, tanto più la conoscenza – e quindi l’amore - passa dall’esperienza diretta, sensoriale ed emotiva, nel mondo fantastico e nel mondo reale. Con questo progetto incammineremo lungo un percorso per imparare ad amare e a prendersi cura del mondo, dell’ambiente, iniziando naturalmente dagli spazi a noi vicini (il giardino della scuola; gli spazi «verdi» della nostra città e periferia; la Riserva Naturale “Abbadia di Fiastra”) per poi allargare sempre più lo sguardo e scoprire altre realtà, altri mondi, fino ad arrivare all’Universo intero.

Il Progetto si svilupperà alla scoperta della città in cui viviamo, aprendo la scuola al territorio circostante facendo sentire il bambino un punto cardine della comunità di appartenenza. Presenteremo ai bambini gli ambienti che compongono il loro quartiere e la città, al fine di sviluppare un sentimento di appartenenza al territorio. Contestualmente ci focalizzeremo sulla conoscenza delle regole di comportamento civile, del rispetto dell’ambiente, della cultura e del folclore che caratterizzano il luogo in cui si vive. Nelle Indicazioni Nazionali, grande importanza è data alla continuità educativa, sia quella verticale che presuppone un’unitarietà del percorso educativo nel passaggio tra i vari ordini scolastici, sia quella orizzontale che prevede un continuum tra scuola, contesto familiare e territoriale. Pertanto il progetto si svilupperà muovendo anche dalla cooperazione famiglia-scuola/territorio con cui il bambino viene quotidianamente a contatto. Si partirà alla scoperta del “mio mondo” inteso come ambiente affettivo e sociale vicino e familiare, fino ad accompagnare il bambino all’ esplorazione del “mondo intorno a me” attraverso l’osservazione, la ricerca e la rielaborazione delle esperienze legate al quartiere, alla città e tutto il territorio circostante.

“Osservare” è più di “guardare”. Con il “guardare” condivide l’intenzionalità, ma diversamente dal “guardare” cerca anche di “serbare”, e cioè, di registrare quanto visto: osservare è un guardare mirato, per mettere a fuoco ciò che si ritiene significativo e rilevante, ed è insieme un registrare ciò che è rilevante per uno specifico obiettivo. Saper osservare significa imparare a guardare intenzionalmente in modo da poter “serbare” e cioè conservare i dati osservati, per poterci tornare sopra e riflettere. Per fare questo occorre saper descrivere e nominare ciò che si osserva, essere perspicui, evitando la generalizzazione e evitare di interpretare troppo presto, ma osservare lungamente da più punti di vista. Ma osservare vuole anche dire descrivere il più possibile fedelmente le caratteristiche di un determinato evento, di un comportamento, di una situazione e delle condizioni in cui si verifica.

L’osservazione sta perdendo terreno come pratica ma anche come valore.
Osservare apre un circuito della ricompensa probabilmente un po’ troppo lungo rispetto a quello che si può avere oggi con strumenti didattici interattivi, e anche con le spiegazioni magistrali. Gli schermi e i software che propongono simulazioni sono ottimizzati per la nostra percezione distratta, sono sotto l’egida dell’ergonomia e della riduzione dello sforzo, ovvero dei costi per l’attenzione. Le ricompense sono immediate come nei videogiochi.

Ma l’osservazione ha un vantaggio didattico del tutto specifico, ci mette di fronte a dei dati che sono nella norma sporchi e ambigui, richiedono un vaglio, obbligano a cercare altri dati con altre osservazioni, a formulare delle teorie che a loro volta generano delle domande. Questo vantaggio – il dato sporco e ambiguo – viene espulso per definizione dal copione della didattica digitale, e non è ricercato nella lezione magistrale.
In secondo luogo, l’osservazione era la nostra condizione naturale quando cercavamo la nostra strada, ma oggi possiamo farne a meno. Quando andiamo in un luogo nuovo, il navigatore basato sul GPS ci evita il compito complicato e costoso (e non sempre coronato da successo) di confrontare una descrizione o una mappa con il terreno.

Anche con una cartina topografica, dobbiamo sempre mettere in relazione la rappresentazione grafica con il territorio che questa rappresenta: l’incrocio che vediamo sulla cartina corrisponde a questo semaforo o a quello? Stiamo venendo da questa o da quest’altra parte, abbiamo orientato correttamente la cartina? Anche in questi casi l’unico modo di cavarcela è guardare e vagliare. Con il GPS non esiste più questo bisogno. Siamo liberi di fare le nostre faccende mentre ci muoviamo. Ma se questa libertà ci solleva dal dovere di osservare il mondo, quello che perdiamo è puramente e semplicemente l’osservazione del mondo. E se non osserviamo più il nostro ambiente, finiamo con il perderlo.

 Osserviamo il Mondo … per un’educazione ambientale e sostenibile!                

E’ importante abituare i bambini a guardare all’ambiente come ad una realtà unica e preziosa, attraverso percorsi didattici mirati all’esplorazione delle risorse naturali presenti sul territorio, con lo scopo di generare una graduale consapevolezza dell’importanza di attivarsi per la tutela, la valorizzazione e la cura delle realtà esistenti. Con questo Progetto si intende attuare una didattica che favorisca incontri con adulti e bambini del territorio (Famiglie, Scuole del Paese e viciniori, Amministrazione Comunale, Associazioni del territorio) per una condivisione di azioni positive verso il bene comune.

Curando anche dal punto di vista didattico le esperienze vissute a contatto col mondo naturale, si cercherà di abituare i bambini a VIVERE «CONSAPEVOLMENTE» e a considerare speciali e importanti tutti gli SPAZI naturali del territorio, si tratti anche solo di un piccolo giardino. L’intento è quello di far acquisire ai nostri ragazzi la consapevolezza che piante e animali sono esseri viventi che nascono, crescono, vivono «avventure» e devono superare difficoltà e pericoli. Piante e animali appartengono a diverse specie, hanno nomi e caratteristiche differenti (vocabolario appropriato), hanno bisogno di cure e protezione. Osservando il mondo che li circonda si cercherà di promuovere negli studenti una riflessione su cosa possiamo fare noi per l’ambiente, per il mondo che li circonda: di chi è la natura, chi deve prendersene cura, chi ne può godere.

Dalle finestre delle nostre scuole osserveremo il mondo con i suoi veloci e drammatici cambiamenti in atto nel mondo, nell’economia, nella cultura, analizzeremo l’instabilità politica in aree già “calde” del pianeta e le vecchie e nuove emergenze ecologiche ed economiche planetarie (povertà, guerre locali, desertificazione, disastri ambientali…). Cambiamenti che attivano la scuola sui temi della convivenza civile e democratica, del confronto interculturale e delle politiche di inclusione. Autorevoli e importanti istituzioni sovranazionali - ONU, UE, Consiglio d’Europa hanno raccolto le sollecitazioni provenienti dalla società, emanando documenti che richiamano gli Stati ad un maggiore impegno per la sostenibilità, la cittadinanza europea e globale, la coesione sociale. Dall’intimità della casa, dall’anima pedagogica, sono numerosi i passaggi/le voci che possiamo percorrere, ascoltare.

Educazione all’ambiente (e allo sviluppo sostenibile) intesa come relazione col mondo esterno in cui conoscenza, rispetto e cura non sono solo parole, ma esperienze concrete che favoriscono l’acquisizione di corretti stili di vita e di una consapevolezza delle problematiche ambientali. L’Educazione Ambientale (EA) è uno strumento fondamentale per sensibilizzare i cittadini e le comunità ad una maggiore responsabilità e attenzione alle questioni ambientali e al buon governo del territorio. La crescente attenzione all’interconnessione tra le dinamiche ambientali, sociali ed economiche ha portato all’elaborazione del concetto, più ampio, di Educazione allo Sviluppo Sostenibile (ESS). L’ESS tocca tutti gli aspetti della vita e i valori comuni di equità e rispetto per gli altri, per le generazioni future, per la diversità, per l’ambiente, per le risorse della Terra. Per favorire l’acquisizione di competenze relative allo sviluppo sostenibile si intende offrire ai nostri alunni esperienze formative e significative, che si collocano trasversalmente alle discipline: AMBIENTE con la Cura degli spazi interni attraverso attività di riordino e abbellimento - Cura degli spazi esterni : manutenzione e pulizia del giardino scolastico, Celebrazioni stagionali: festa dell’albero, festa di primavera, Cura dell’orto didattico, Uscite presso fattorie didattiche, parchi, ambienti naturali, città (cura di uno spazio pubblico) ECONOMIA con la partecipazione a iniziative di solidarietà (donare il cibo , adozioni a distanza),  Educazione ai consumi, alla raccolta differenziata dei rifiuti. SOCIETA’ con l’Educazione alla pace, Partecipazione attiva alla “Giornata della memoria”, Educazione alimentare, Educazione a una sana alimentazione, Educazione alle diversità culturali attraverso la valorizzazione di ogni cultura.

Obiettivi formativi inerenti questo ambito del progetto:

. Imparare ad osservare la realtà, l’ambiente naturale con i suoi fenomeni, le piante e gli animali.

. Comprendere lo scorrere del tempo e l’alternarsi delle stagioni.

. Operare e giocare classificando, raggruppando e contando.

. Conoscere i numeri, le forme geometriche e lo spazio, sviluppando la sua curiosità.

. Riconoscere le principali caratteristiche delle cose osservate

. Osservare con attenzione il suo corpo, gli organismi viventi e i loro ambienti, i fenomeni naturali, accorgendosi dei loro cambiamenti

 Osserviamo il Mondo ….Guardando dentro di noi !            

Con questo Progetto mirato all’osservazione del MONDO, non vogliamo certo tralasciare o trascurare il fantastico e immenso MONDO INTERIORE. Si sente sempre parlare dell’importanza dell’osservazione consapevole del mondo interiore, ma come si fa a osservare consapevolmente il nostro mondo emotivo? Fin da bambini, per abituarci a portare e a trattenere la nostra attenzione su un’unica cosa per imparare a conoscerla a fondo, i nostri genitori ci ripetevano: “Guardala attentamente. Osservala bene!”
Ma raramente ci spiegavano come fare a osservare cose che stanno dentro di noi invece che all’esterno. E ancora più raramente ci mostravano che il ricercare dentro noi stessi può essere una magnifica avventura.

Così siamo cresciuti, sviluppando la nostra “vista” esterna, badando a quanto succede nell’ambiente intorno a noi, ma trascurando, incanalando e reprimendo tutto quello che gli stimoli che ne riceviamo provocano dentro di noi.

Il “fuori” è diventato più importante del “dentro” con la conseguenza che ci troviamo spesso, a dover far fronte a cose divenute più grandi di noi, impossibili da controllare e gestire.

L’osservazione esterna e l’osservazione interiore sono differenti. Spesso si usa la prima, che richiede l’impegno dei nostri occhi e del nostro mentale, anche per la seconda. Ma non funziona.

In questo modo, è come se tenessimo il nostro mondo emotivo sotto il fuoco di mira del mentale/ego che ne controlla e dirige ogni afflato, soffocando le emozioni e impedendo loro di esprimersi.

Per lasciarle libere non occorre saltare, urlare e dimenarsi come fanno i bambini, che non hanno ancora imparato a gestirle. Basta liberarle dentro di noi e osservarle consapevolmente.

Non è facile, ma non lo era neanche imparare a memoria le tabelline, ricordate? Eppure!

L’osservazione interiore è un attento ascolto in uno stato di calma apertura.

Pensate di essere un genitore e i vostri figlioletti stanno giocando nel prato fuori casa.

Voi non li vedete, ma potete seguirne i movimenti, ascoltate le loro grida festose e siete amorevolmente felici della loro libera e gioiosa espansività.

Questo chiarisce il modo in cui si può osservare consapevolmente il nostro mondo emotivo. Il genitore non partecipa direttamente ai giochi dei suoi bambini, non interviene a suggerire, dirigere o bloccare, non giudica né disapprova. Semplicemente lascia che facciano la loro esperienza, giocando. L’esperienza delle nostre  forze interiori, dei nostri giochi psicologici e l’osservazione della nostra personalità sono la nostra esperienza consapevole.

Iniziare a osservarsi è come partire per una meravigliosa avventura alla scoperta della nostra emotività e di chi siamo veramente.

Parto dal presupposto che l’atto di osservare è una parte fondante del nostro sistema di apprendimento e, se rimaniamo aperti a questa esperienza, ci accompagnerà per tutta la vita.

Come è cambiato il paesaggio “esterno” che abbiamo osservato dalla finestra nel periodo di lockdown dovuto all'emergenza sanitaria COVID-19? Come sono cambiate le nostre abitudini e come vorremmo che fosse il dopo? Cosa possono fare i linguaggi dell'arte per fissare una testimonianza durevole e condivisibile su quello che è accaduto e sulle intuizioni che ne derivano?

L'inedito periodo di lockdown avvenuto tra marzo e maggio 2020 e tutte e restrizioni con cui fino a pochi mesi abbiamo dovuto convivere, ci ha costretti ad osservare il paesaggio dalla finestra e a cambiare molte delle nostre abitudini, ha offerto l'occasione per riflettere su noi stessi e sugli spazi di vita.

Quella situazione rappresenta un'opportunità per avviare un percorso di riflessione con gli studenti, sui propri vissuti e sulle proprie emozioni (il mondo interiore) in relazione al paesaggio (il mondo esteriore), tracciabili lungo un filo temporale che si dipana tra passato (la memoria, prima dell'emergenza sanitaria Covid-19), presente (la percezione, ora, dalla finestra) e futuro (l'immaginazione, il dopo desiderato).

Il progetto mira anche ad aprire un prezioso spazio di riflessione e ascolto, consentendo ai più piccoli di esprimere emozioni e paure nate durante la pandemia e ora aggravate dal clima di guerra e dalle emergenze globali.

L’attività si comporrà di momenti di gioco, lettura, disegno, elaborazione artistica e narrativa.

Il percorso per le scuole dell’infanzia e della primaria potrebbero muovere dalla lettura del libro ‘Carolina e l’occhio dell’elefante’, un racconto per bambini (età 4-10 anni) scritto e illustrato da Paola Somaini, psicoanalista italiana della British Psychoanalytic Society. 

La storia, leggera e colorata, affronta le paure dei bambini in modo divertente ed interattivo.

Carolina è una bambina spensierata il cui mondo viene improvvisamente sconvolto dall’arrivo di un virus che la fa sentire sola e incompresa, come tanti bambini costretti ad affrontare una realtà nuova che li spaventa. 

Grazie al disegno e al colore Carolina trova una strada per dar voce alle proprie paure e a sentirsi meglio.

Il disagio dei nostri ragazzi (in special modo di quelli della Secondaria, che hanno una maggiore consapevolezza e conoscenza di ciò che accade intorno a loro) è oggi amplificato dal clima di guerra che non permette di volgere uno sguardo fiducioso al futuro e fa sentire i bambini soli e indifesi di fronte a una nuova emergenza globale.

Si propone di far sperimentare ai bambini la tecnica dei blind drawings, disegni eseguiti senza osservare il foglio: una forma di gioco terapeutico, che aiuta a entrare in contatto con le emozioni.

Un altro laboratorio che si potrebbe ad esempio attivare alla scuola dell’Infanzia o nelle prime classi della scuola Primaria, è il Gioco della Sabbia.

Il gioco della sabbia è una “tecnica proiettiva”, chi inizia “il gioco” ha a disposizione una vaschetta rettangolare contente sabbia o polenta fine. Vi sono un gran numero di oggetti sia naturali come sassi, legni, conchiglie sia rappresentazioni del nostro mondo in miniatura: tutto ciò che si può osservare nel nostro mondo come alberi, case, animali feroci e domestici, ecc. (piccoli giochi ad esempio playmobil, sorprese ovetti kinder). Il bambino è invitato a creare dentro la vaschetta una composizione con ciò che preferisce, tra il materiale a disposizione. In realtà prima della scelta del materiale da utilizzare, si crea un momento di rilassamento e gioco tattile attraverso la manipolazione a mani nude della sabbia. Vengono offerti al bambino oggetti naturali e miniature di diversi materiali già classificati per tipologia, contenuti in alcune scatole. Il bambino è lasciato libero di prendere ciò che vuole, con il compito alla fine di ricollocare gli oggetti nel loro posto iniziale. L’obiettivo è duplice: da una parte rafforzare il concetto di classificazione, dall’altro rafforzare il sé. Non è qualcun altro che disfa quanto costruito, ma è il bambino stesso che chiude la sua esperienza. Per questo è importante farsi raccontare dal bambino cosa rappresenta la sua vasca, scriverlo e/o documentarlo con una foto.

Limitatamente a questo ambito del progetto le finalità sono:

aprire uno spazio di riflessione per affrontare ed esprimere le proprie emozioni;

sviluppare importanti strumenti di crescita: la fiducia in se stessi, il coraggio di affrontare le proprie paure e fragilità confrontandosi con gli altri;

contrastare il disagio psicologico.

Obiettivi formativi inerenti questo ambito del Progetto:

. Sa esprimere e comunicare agli altri emozioni, sentimenti, argomentazioni attraverso il linguaggio verbale che utilizza in differenti situazioni comunicative.

. Stimolare la scoperta del proprio vissuto personale e l’attenzione ai tempi personali dei compagni;

. Conseguire l’abitudine al rispetto dei tempi d’ascolto di ciascun bambino attraverso momenti dedicati alla propria “narrazione” (circle time);

. Riconoscere il valore del silenzio come luogo di incontro con se stessi e con gli altri;

. raccontare le sensazioni che l’ascolto suscita in lui con vari linguaggi (verbale, mimico, pittorico, gestuale);

. inventare, sperimentando la propria creatività, passando da attività guidate a semilibere (improvvisazioni ritmiche/melodiche, attività motorie, attività mimiche);

. danzare, eseguendo semplici coreografie;

. ascoltare in modo attivo (attraverso esercizi-gioco che stimolino a riconoscere le caratteristiche del suono: altezza, intensità, timbro, durata

 Guardiamo il mondo … con gli occhi rivolti al cielo !!!                   

Il bambino sin da piccolo alza gli occhi al cielo per osservare il sole, la luna e le stelle e ha voglia di conoscere e capire cosa c’è lassù in quel posto tanto lontano ed irraggiungibile. lo scopo di questo progetto. è quello di suscitare l’interesse nei bambini/e verso l’astronomia con approfondimenti degli elementi planetari del sistema solare e altri ambienti stellari più facilmente osservabili (luna-stelle). stimolare nei bambini/e la fantasia, favorendo le conoscenze scientifiche con semplici esperimenti e la loro influenza sull’ambiente naturale (es. giorno- notte) presentandole con un linguaggio semplice e corretto adatto all’età considerata.

La sperimentazione è la chiave di lettura e di comprensione di tali concetti.

Per sviluppare questo percorso si partirà dalle conoscenze che il bambino/a ha sul suo paese, poi continuando con l’Italia, l’Europa, il Pianeta terra e lo Spazio.

Fare scienza a Scuola significa creare momenti in cui chiedere ai bambini di guardare il mondo secondo canoni scientifici. Ovvero, fare ipotesi sui fenomeni del mondo e sulla natura, verificarle successivamente con osservazioni e/o esperimenti e quindi trarre conclusioni che smentiscono o confermano l’ipotesi fatta; insomma, vedere il mondo con metodo scientifico.

L’Astronomia esercita sui giovani un fascino ed una attrazione particolare e per questo può essere usata come “veicolo” per introdurre in modo più agevole ed interessante molta parte della Scienza, geografia. Inoltre si presta, meglio di altre Scienze, o almeno in modo più immediato, ad insegnare e sperimentare il “metodo scientifico”. Possiamo aggiungere che capire che cosa è il Sole, e sapere come lo si studia, dà agli studenti un sapere di base che li rende più curiosi dinnanzi a tutti i fenomeni naturali e, più in generale alla Natura. Capire che il Sole è il vero regolatore del nostro Pianeta migliora la loro coscienza dell’ambiente stesso e ne favorisce il rispetto favorendo una coscienza più ambientalista. L’astronomia, inoltre, si presta bene a studi interdisciplinari. Nell’ambito dell’astronomia si potrebbe focalizzare la nostra attenzione inizialmente al Sole, perché questo garantisce una facilità di svolgere osservazioni durante le ore di lezione.

Il Progetto verrà sviluppato nella convinzione che una trattazione elementare di una serie di attività di osservazione prolungata del Sole, possa consentire lo sviluppo di temi interdisciplinari che dovrebbero contribuire   alla formazione culturale dell'alunno, oltre che a favorire un approccio originale e non banale al metodo scientifico.  Il Progetto annuale della Fermi dovrebbe perciò consentire di offrire agli alunni una serie di conoscenze di base su una stella di facile osservazione e così importante per la nostra vita quale è il Sole.

L’osservazione del Sole può essere solo una delle molteplici attività multidisciplinari che si possono svolgere in classe.

La proposta di studiare il Sole a scuola si basa sui seguenti punti:

è l’unica stella di cui possiamo osservare il disco e i dettagli   di struttura (macchie solari e protuberanze);

lo si può osservare di giorno durante le ore di lezione curricolari “comodamente” dal giardino della scuola o dall’interno di un’aula rivolta a SUD;

è un oggetto di cui i ragazzi hanno esperienza diretta;

è un tema altamente pluridisciplinare che offre numerosi agganci con Italiano,         Storia, Geografia, Educazione Tecnica ed Educazione all’Immagine;

offre lo spunto per introdurre contenuti di Fisica di base ( il moto dei corpi;      il      calore e la temperatura; l’ottica; l’elettricità e il magnetismo, ecc. ) in modo non solo teorico ma anche sperimentale;

si presta allo svolgimento di attività che consentono di applicare nel concreto alcuni concetti matematici che spesso gli alunni imparano senza acquisirli; in sostanza offre l’opportunità di imparare ad eseguire calcoli matematici “divertendosi”;

si presta alla trattazione   di tematiche ambientali, quale ad esempio l’influenza del Sole sul clima terrestre.

E’ importante tener conto del fatto che i ragazzi/e sono stati i veri protagonisti del loro apprendimento. Questo concetto informatore di tutto il progetto comporta la necessità di lasciare spazio alla discussione, al laboratorio e agli altri elementi fondamentali già citati. Attraverso la discussione passano infatti aspetti di socializzazione fondamentali per la formazione dello studente - scienziato e lo sviluppo di una attenta capacità di osservazione ed analisi. Fondamentale è l’approccio con cui si affrontano i problemi: spesso ci si trova con problemi che i ragazzi/e non riescono a risolvere. E’ importante lasciare che i ragazzi/e stessi provino a cercare la soluzione che non va mai fornita “tout court”. In tutto il percorso di ASTRONOMIA si potrebbe operare con strumenti: autocostruiti e realizzati con materiali “poveri”: cartone, pennarelli, fotocopie, lenti recuperate materiale elettronico, antenne inutilizzate, etc.

Il progetto si prefigge di organizzare un viaggio nel Sistema Solare, un percorso che mira ad avvicinare i bambini all’osservazione e all’approfondimento di alcuni corpi celesti quali: i pianeti, le stelle, il sole, la luna… Attraverso un approccio ludico assieme all’approccio alla conoscenza scientifica alternando l’osservazione del vicino e del lontano del molto piccolo e del molto grande si vuole stimolare i bambini all’osservazione e all’esplorazione della realtà naturale che li circonda. Sarà un viaggio nella conoscenza dello spazio attraverso il corpo, l’osservazione, la sperimentazione, il disegno e la musica. Tramite le conoscenze astronomiche ricevute gli allievi potranno verificare ipotesi, opinioni e concezioni ingenue.

L’attività si propone di approfondire le conoscenze sul Sistema Solare affrontando i concetti di dimensione e distanza dei pianeti, esplorando il Sistema Solare alla scoperta dei pianeti e dei corpi minori, di come il Sole vede riuniti attorno a sé, intrappolati dal suo campo gravitazionale, una miriade di corpi celesti molto diversi tra loro; nello specifico: otto pianeti gli orbitano attorno e una fascia di asteroidi divide i quattro più interni, rocciosi, dai giganti gassosi più esterni

L’idea è quella di organizzare laboratori in cui i nostri alunni della scuola dell’infanzia ad esempio, con la tecnica della cartapesta, possano realizzare il loro personale Sistema Solare.

Obiettivi formativi inerenti questo ambito del progetto:

  1. Migliorare l’attitudine all’osservazione e all’analisi dei fenomeni naturali.
  2. Sviluppare il senso del valore della natura.
  3. Essere motivati a collaborare con gli altri per la gestione di un bene comune.
  4. Raccontare esperienze personali ai compagni in vari modi.
  5. Formulare ipotesi e spiegazioni.
  6. Ampliare il lessico.
  7. Arricchire le tecniche espressive.
  8. Potenziare le capacità artistico/creative.
  9. Esplorare le possibilità espressive del colore
  10. Associare il colore a vari elementi della realtà
  11. Conoscere e manipolare materiali diversi
  12. Ascoltare e riconoscere semplici strutture ritmiche
  13. Esplorare e riconoscere il paesaggio sonoro dell’ambiente
  14. Riconoscere e discriminare alcune caratteristiche del suono
  15. Ascoltare e riprodurre semplici strutture ritmiche
  16. Usare semplici strumenti musicali
  17. Esprimersi attraverso la drammatizzazione
  18. Conoscere materiali plastici e non per manipolarli e trasformarli in modo creativo
  19. Cantare e muoversi in sintonia con i compagni a ascoltando un brano musicale
  20. Gioca con le parole, imparare filastrocche, ascoltare racconti e storie.
  21. Imparare a sentirsi protagonista quando prende la parola, dialoga, spiega…arricchisce il suo vocabolario e la sua fantasia.
  22. Avere familiarità con la periodicità dei fenomeni celesti (dì/notte, percorsi del Sole, stagioni).
  23. Ricostruire e interpretare il movimento dei diversi oggetti celesti, rielaborandoli anche attraverso giochi col corpo.
  24. Identificare le strategie più opportune per spiegare caratteristiche e proprietà di un fenomeno.
  25. Raccogliere i dati sperimentali e analizzarli facendo uso di grafici e tabelle

 

Spunti operativi per sviluppare questo ambito:

Collaborare con alcune associazioni o centri di astronomia del territorio ed organizzare lezioni a tema nelle nostre scuole e/o eventuali uscite didattiche presso gli Osservatori planetari.

Il PLANETARIO ITINERANTE consente di portare il cielo stellato a portata di tutti.
Il Planetario è costituito da una cupola gonfiabile di metri 4 di diametro e metri 3 di altezza, in grado di ospitare, comodamente seduti su poltroncine 15-18 bambini/ragazzi. Può essere installato in pochi minuti in scuole, biblioteche, spazi pubblici e privati. All’interno del planetario grandi e piccini possono ammirare uno straordinario cielo stellato imparando a riconoscere le costellazioni e a scoprirne i miti e i segreti.

Per le lezioni si potrebbe ricorrere all’ausilio di mezzi didattici tradizionali, quali disegni e mappe concettuali alla lavagna, alternati all’impiego di LIM per l’uso del software open source Stellarium17, quest’ultimo importante strumento didattico per simulare la volta celeste per mezzo di un supporto multimediale

Questo ambito del Progetto potrebbe essere anche l’occasione per propone percorsi di approfondimento curricolare in ambito scientifico con metodologia laboratoriale in modalità di peer-teaching: gli alunni della scuola Secondaria di I grado preparano dei laboratori su argomenti di carattere scientifico da svolgere in classi della scuola Primaria e con i “grandi” della scuola dell’infanzia dell’Istituto (bambini di 5 anni).

Prima della progettazione e realizzazione dei laboratori i docenti e gli studenti individueranno gli argomenti in una trattazione sintetica, per poi successivamente  individuare le informazioni più importanti, ricostruite secondo una scala di interesse e approfondite nei gruppi di lavoro che, in piena autonomia, decideranno quali strategie utilizzare per veicolare i contenuti, spiegarli e renderli fruibili ai bambini di livello scolare differente, con grande creatività, spirito di iniziativa e desiderio di trasmettere quanto appreso.

Per la disseminazione da  e/o verifica degli apprendimenti si potrebbe utilizzare un quiz in formato digitale, realizzato interamente dai peer-teacher provetti, attraverso l’app gratuita Kahoot.

 KAHOOT è una piattaforma per l’apprendimento basata sul gioco, con la quale si possono creare diverse attività multimediali adatte a una gran varietà di scopi educativo/didattici e applicabili a diversi target generazionali. Tra le varie opzioni di gioco realizzabili vi è quella di creare dei quiz, utili sia per lo sviluppo di test scolastici, che possono essere di stimolo all’apprendimento o di semplice verifica di conoscenze, sia per la realizzazione di questionari. I quiz, o Kahoot, una volta creati possono vedere la partecipazione in contemporanea di un gran numero di giocatori, il cui unico requisito di accesso è di potersi semplicemente collegare tramite un dispositivo alla rete. I Kahoot, pertanto, permettono di realizzare dei momenti ludici collettivi che richiedono la presenza dei giocatori nello stesso spazio fisico; infatti, quando si avvia un Kahoot occorre disporre di un dispositivo - schermo o proiettore - che funga da visualizzatore delle domande e possibili risposte, mentre le scelte tra le varie opzioni appaiono su ciascun dispositivo giocante codificate con opportuni simboli, trasformando così il dispositivo utilizzato in un vero e proprio risponditore interattivo. Kahoot è disponibile gratuitamente nella sua versione base come applicazione per dispositivi mobili o da PC tramite il suo sito internet.

METODOLOGIA

La recente revisione delle Indicazioni Nazionali ha rimesso a fuoco la centralità dello sviluppo del pensiero scientifico nel primo ciclo di istruzione. Alle dichiarazioni di intenti si accompagna una vera e propria indicazione metodologica che invita, in modo chiaro e inconfutabile, all’utilizzo della «ricerca sperimentale, individuale e di gruppo» che «rafforza nei ragazzi la fiducia nelle proprie capacità di pensiero, la disponibilità a dare e ricevere aiuto, l’imparare dagli errori propri e altrui, l’apertura a opinioni diverse e la capacità di argomentare le proprie»

Una sfida quindi per i docenti a rivolgere lo sguardo a una didattica connotata da un approccio laboratoriale che possa indurre a riconsiderare modi e tempi dell’agire didattico, favorendo, in linea con la ricerca più avanzata, il naturale processo evolutivo degli alunni verso un apprendimento che abbia le seguenti caratteristiche:

- situato e fondato sulla costruzione della conoscenza;

- imperniato su compiti autentici e collegati a contesti di senso;

- che consenta rappresentazioni multiple della realtà e aderenti alla complessità della medesima.

Un siffatto processo di apprendimento favorisce la riflessione, il ragionamento e la consapevolezza, promuove una costruzione cooperativa e condivisa di ciò che viene appreso e afferma il valore dell’alunno protagonista in contesti con forti caratteri operativi e comunicativo-relazionali in una dimensione concreta, significativa e costruttiva.

A questo invito la didattica laboratoriale può costituire la risposta efficace per sollecitare e risvegliare la motivazione degli studenti, per indurre a trasformare conoscenze e abilità in competenze spendibili autonomamente nel tempo e in contesti differenti, offrendo strumenti e strategie utili per abbandonare la logica attraverso apprendimenti dichiarativi e processuali al tempo stesso.

È quindi finalità del progetto:

- promuovere l’approccio laboratoriale nella didattica delle scienze nei diversi ordini di scuola;

- coinvolgere gli alunni della scuola secondaria di primo grado nella costruzione dei saperi e nelle metodologie di comunicazione degli stessi.

In ogni classe potranno essere inoltre attivati inoltre percorsi di narrazione che prevedraanno la lettura di uno o più testi che andranno a costituire lo sfondo integratore delle varie esperienze di apprendimento che i bambini vivranno durante l’anno scolastico.

Al centro della narrazione saranno, in ogni gruppo classe, fiabe, racconti, miti e leggende.

Lo scopo principale è quello di promuovere la motivazione alla lettura, l’amore per i libri, la voglia di compiere viaggi fantastici attraverso i personaggi, i luoghi e le situazioni insite nelle storie.

Queste forniranno una preziosa occasione per riflettere sui propri vissuti e le proprie emozioni e costituiranno un valido stimolo alla crescita personale, emozionale e relazionale di ogni alunno. Si cercherà dunque di accrescere le competenze socio-affettive dei bambini attraverso percorsi trasversalmente integrati nelle attività curricolari.

In ogni percorso saranno esplorate le diverse possibilità espressive dei vari linguaggi, linguistico, grafico-pittorico, musicale, ma anche la potenza espressiva della voce e del corpo attraverso la drammatizzazione. Perciò la lettura di storie potranno dar vita anche a percorsi teatrali.

L’esperienza della narrazione troverà ulteriori sviluppi in iniziative e progetti più ampi che coinvolgeranno gli alunni dentro la scuola e nel territorio durante l’anno scolastico.        

 

    EVENTO FINALE    

Come “vecchia” consuetudine per dar “voce” e promuovere il lavoro svolto, da tutta la componente docenti e dagli alunni stessi, inerente il Progetto d’Istituto, questo anno si pensa (emergenza sanitaria permettendo) di riorganizzata una Festa finale d’Istituto, tutta interamente incentrata sull’OSSERVAZIONE DEL MONDO, nelle sue svariate forme espressive.

 Saranno allestite mostre di pittura, di manufatti, fotografica, cartelloni, spazi per organizzare laboratori didattici e scientifici, un piccolo palcoscenico permetterà la messa in opera di balli e drammatizzazioni varie.

Ulteriori chiarimenti riguardo l’evento saranno comunicati successivamente, dopo aver ricercato e preso i primi contatti con eventuali Sponsor, che possano garantire una migliore organizzazione e riuscita dello stesso.

Se possibile a conclusione dell’evento verrà organizzata una cena finale presso la struttura ospitante della Manifestazione.

La data della manifestazione finale sarà indicativamente: Sabato 20 maggio o Sabato 27 maggio 2022.

Costi per l’organizzazione dell’evento finale:

€ 550 (per coprire eventuali spese di Service audio-luci, acquisti vari, intrattenimento)

 

               GIORNALINO SCOLASTICO:

Le varie attività del Progetto, e le varie fasi di sviluppo potranno naturalmente essere inserite da ciascun docente nelle varie uscite bimestrali del Giornalino d’Istituto, che prevedrà inoltre l’uscita finale di maggio interamente dedicata al Progetto “Fermi…Osserviamo il Mondo!!!”

 

 

Macerata, 10/10/2022                                                                                Funzione strumentale Area 1

                                                                                                                           Porfiri Fabrizio

Allegati:
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